Imparare è inciampare

Questo il tema dominante del libro di Marco Focchi L’inconscio in classe (ed. Orthotes 2016), presentato all’Umanitaria di Milano venerdì 12 febbraio. Focchi, psicoanalista lacaniano con venti anni di esperienza nelle scuole primarie come consulente psicologo, spiega come l’inciampo (che si chiami dislessia, autismo o difficoltà in matematica o nella lettura) sia la essenza vera della comprensione. Se vuoi capire, devi partire da ciò che non hai compreso, da quell’evento/ enigma che spiazza le tue convinzioni e i tuoi assunti, mostrandoti come in fondo il processo della conoscenza comincia proprio là dove la realtà sfugge. Con questo libro Focchi discute l’importanza della discontinuità non solo nel rendimento scolastico dei bambini, ma anche nelle dinamiche di più lungo periodo che conducono alla scelta di una professione e di un proprio posto nella società. Il libro contiene dunque un richiamo giustamente polemico alla psicanalisi come politica, cioè come lettura alternativa alla omogeneizzazione imperante che vede nel protocollo – molto alla Foucalt – il fulcro del successo, la road map per la performance sociale. Focchi dice invece che la scuola, svuotata di autorità in cerca di nuove legittimazioni, è il primo posto in cui imparare a prestare attenzione al carattere unico di ogni individuo, e quindi al potenziale immenso della eterogeneità. image

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