Lingue, gente, mobili, vento e clima

 

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“Il consigliere del foro criminale era uno scopritore ed un collezionista di cose del passato. E un ammiratore. Ma non di quelli che ti adorano finendo per farti dubitare di te stesso. Entrambi avevano delle passioni in comune. Gruener aveva sempre fatto con lui delle escursioni nella regione, escursioni nella storia del paesaggio. Le pietre, gli alberi, i ruscelli, i muri. Studiava tutto quello che incontrava. Lingue, gente, mobili, vento e clima. E se era necessario scriveva poesie e Goethe doveva leggerle. Le sue poesie, lo sapeva, erano soltanto istantanee o documentazioni rimate di un evento extralinguistico. Goethe,  di solito circondato piuttosto da narcisisti, apprezzava come una sorgente d’acqua fresca la modestia del consigliere del foro criminale. Nei suoi pensieri, ancora vittime dell’addio sulla terrazza, aveva stabilito che per il momento non poteva guardare oltre Eger. Andare a Eger, visitare Gruener informato della sua visita. Non era possibile proiettarsi al di là” – Martin Walser

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