Conapi, crolla la produzione di miele 2017


Ancora una volta e’ Conapi ( Consorzio Nazionale Apicoltori ) a dire forte e chiaro come stanno le cose per quanto riguarda la produzione di miele in Italia, in rapporto a due fattori che funzionano in sinergia tra loro : cambiamenti climatici ( e in particolare la disastrosa estate secchissima e torrida che abbiamo alle spalle ) e l’uso di pesticidi ed erbicidi. Il rapporto nazionale sulla produzione 2017 e’ inquietante: ancora – 30% per il miele di acacia ( il 2016 era già stato definito disastroso) che rispetto al 2015 e’ addirittura -70%, mentre la produzione di tiglio dell’Emilia Romagna è quasi azzerata. L’andamento della produzione non è omogeneo dal punto di vista geografico perché sembra di poter dire che in alta collina e in montagna le condizioni sono migliori ( tiglio e castagno ). Il 2017 però segna l’inizio di una tendenza tutta da investigare : il numero degli alveari aumenta, ma diminuisce la media di raccolto per ogni singola famiglia di api. Secondo Diego Pagani, presidente di Conapi, “si ipotizza una diminuzione complessiva di produzione del 70% rispetto alle potenzialità degli apiari in campo, una previsione legata anche ad una minore spinta produttiva delle api riscontrata negli ultimi anni”. Inutile negare che nel nostro Paese rispetto alle medie degli anni passati qualcosa sta cambiando, e in peggio. Nonostante l’inerzia sui piani di adattamento ai cambiamenti climatici, la primavera molto calda ha alterato il decorso fisiologico degli alveari, colpiti dalle gelate di aprile (improvvise), e poi compromessi – soprattutto nel caso dell’acacia al nord  – da una estate rovente, mostrando che gli effetti tangibili del riscaldamento globale sono già evidentissimi. Qualche dato : tenendo come riferimento gli ultimi tre anni, l’acacia nel 2017 ha raggiunto il minimo storico e passa dalle 705 tonnellate del 2015 alle 265 t. del 2016, fino alle 198 t. di quest’anno, confermando le percentuali di – 30% rispetto al 2016 e -70% rispetto al 2015; tengono invece gli agrumi in progressivo incremento dal 2015. Conapi – presentando questi numeri a Milano lo scorso 6 novembre – conferma un impegno onesto, e molto raro, a raccontare al pubblico notizie non solo vere ma per nulla edulcorate sulla condizione ecologica delle api in Italia. In tempi di devastanti conflitti di interessi su faccende green è confortante sapere che non tutto il green business ha un retro pensiero.  
 
 

 

 

 

 

 

 

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