Scimmie clonate, vivere una vita già estinta 


Nel 2002 sul Monte Carmelo, in Israele, un team di paleontologi trova una mandibola visibilmente appartenente ad un ominide. Dopo anni di indagini per arrivare ad una datazione precisa la conferma è straordinaria : Homo sapiens, circa 170mila anni fa, il che significa che l’Out Of Africa potrebbe essere avvenuto quasi 40mila anni prima di quanto supposto finora. Questa notizia ne spiega una altra, e cioè l’annuncio della clonazione di due macachi in un laboratorio di bioingegneria in Cina. Due vicende che si spiegano una dentro l’altra, e che si completano a vicenda. Più a fondo scaviamo nel nostro passato evolutivo, più mostriamo disinteresse per il destino dei nostri parenti più prossimi ancora diffusi in brandelli di foresta su tre continenti . Più chiaro diventa il legame di parentela con gli antenati (i primati ) più siamo orgogliosi di potercene sbarazzare. La faccenda non riguarda solo interrogativi medici ed etici -è giusto sacrificare milioni di esseri viventi in laboratorio per sognare e conseguire l’immortalità ? – ma qualcosa di molto più pervasivo : la nostra identità di specie. Il nostro posto di specie in relazione a tutte le altre a cui il DNA ci lega, qui sì, per l’eternità.  

Il rapporto di parentela con le scimmie non è mai stato facile : Freud soleva dire che Darwin aveva strappato l’uomo alle sue fantasie narcisistiche attribuendone le origini ad un animale troppo simile a noi per non metterci in imbarazzo. L’identificazione era facile e per questo allarmante e paurosa. 
Mentre all’inizio della storia della biologia evolutiva moderna – durante i decenni centrali   dell’Ottocento, quando Darwin studiava la derivazione filogenetica delle specie – le collezioni naturalistiche delle principali città europee dimostravano l’ambizione umana di catalogare la natura e di comprenderla attraverso la comparazione, oggi i due macachi cinesi ( e la loro espressione terrorizzata ) ci parlano di un nuovo atteggiamento : il principio di riproduzione in serie. Le altre specie sono solo materiale da lavoro, i rapporti filogenetici uno strumento di implementazione della catena di montaggio. 
Quel che conta in questa storia di vita da laboratorio è la fine di ogni rispetto e riverenza nei confronti degli antenati, il taglio netto con il timore che annientare la dipendenza dal passato (la nostra storia evolutiva ) possa farci perdere la bussola. Homo sapiens ha costruito le sue civiltà sulla certezza del legame sociale, culturale e a volte addirittura religioso con gli antenati. Quando ha incluso tra di loro le scimmie antropomorfe ha imparato a dare valore alla natura. I due macachi ci dicono che tutto questo è un ricordo. Siamo già nel tempo oscuro di Blade Runner 2049 in cui il dolore di vivere coincide con la consapevolezza di essere stati creati e di non essere quindi mai nati.  E quindi già estinti. Privati di ogni legame evolutivo con un padre e una madre. 

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