“Non c’è spazio per il fuoco dove c’è il progresso”

IMG_4841

L’origine sta nel flusso del divenire come un vortice e trascina nel suo ritmo il materiale che va prendendo forma. Così Walter Benjamin intendeva il posto che il nuovo ha nello scorrere delle cose. La potenzialità dirompente a scompigliare le carte in tavola è una caratteristica del mondo in quanto tale, che si reinventa originando nuovi inizi in stagioni inaspettate. L’origine, il punto zero di un fenomeno naturale, ed esistenziale, non è perduta per sempre, si ripresenta perché è contenuta nello sviluppo e nella fisiologia degli organismi viventi, e nei paesaggi scolpiti dal tempo geologico e dal clima. Ecco perché il principio può essere ritrovato in un evento illuminante. Questa epifania dell’origine accade a Kumqua, mentre ci apprestiamo a tornare a Gemsbokplein, puntando ad est, verso Kij, in Botswana. Un ghepardo femmina compare dai cespugli, seguita da due piccoli di 5-6 mesi. Innervosita dalla presenza umana, si allontana sul contrafforte sabbioso di fronte a lei, lasciando dietro di sé  la sensazione evanescente di qualcosa che presto scomparirà per sempre. In tutto il continente, i ghepardi in età adulta rimasti allo stato selvaggio sono circa 7000. Secondo le stime del SanParks nel Kgalagadi ce ne sono 200. Silenziosi e accigliati, sono uno di quei miracoli in estinzione che l’Africa regala senza preavviso. Magnifici, eppure anche molto tristi.

Arriviamo a Rooiputs a metà pomeriggio, dopo ore di pista fatta solo di ghiaia grigia. Non vediamo animali da interminabili ore. Da qui si susseguono, in direzione nord est, i luoghi di avvistamento dei leoni criniera nera. Su questo lato del parco osano avvicinarsi ai campi tendati e annusare l’essere umano da vicino. Se mai si era scherzato, non si scherza più. Rientro tassativo, di legge, alle 18 e allerta massima. Non si può lasciare il proprio veicolo neppure in caso di incidente. Bisogna chiamare i soccorsi al telefono, se prende, o aspettare che passi qualcuno, e non improvvisare nulla. Lui ti vede, ma tu non lo vedi. Mai dare le spalle ad un ghepardo. E a noi un incidente succede, perché si buca una gomma. Nei cinque minuti di valutazione del danno, calcolando la distanza, in salita, da Rooiputs, una tartaruga attraversa la pista di sabbia. 

IMG_6925

Siamo in Botswana. Nuovo palinsesto. Nuove aspettative, sempre che sia legittimo qui nutrire delle aspettative. Un problema aperto, che solo i predatori sanno porre nel modo giusto. Adesso il paesaggio assomiglia a una boscaglia con intervalli di savana gialla. Le acacie erioloba e mellifera sono numerose e assiepate in gruppi rigogliosi. Il cielo è in balia di una termodinamica fuori controllo. Verso le cinque, per un paio di minuti, la pioggia del deserto, a grosse gocce, batte sulle tende di Rooiputs lodge; poi le nuvole scompaiono e l’aria turchese assorbe la luce solare generando uno scintillio dorato. Stormi di canarini gialli volteggiano sui cespugli. Prendiamo una tazza di tè sulla terrazza centrale. Alle pareti, le foto dei leoni che frequentano Rooiputs da diverse stagioni. 

IMG_6932

IMG_4822
IMG_4840

 

IMG_4844

IMG_7039

L’ambiente circostante è totalmente cambiato, anche la lingua è cambiata (il sestwana al posto dell’afrikaans), il Kgalagadi ha cambiato nome e faccia. Vuole di più. Stamattina, ad esempio, il fatto che per ore gli animali fossero assenti, circostanza più che usuale nel Kalahari, mi ha rammentato i grandi musei europei. Per la prima volta li ho ricordati non come degli scrigni dell’esperienza umana e del genio, ma come delle tombe, dei luoghi di tenebra, dove giacciono ormai spenti, in Antropocene, i tesori del tempo passato, in cui escogitavamo capolavori dell’immaginazione per allietare la nostra crescente angoscia. O anche, penso, qui, nell’impero dei criniera nera, lo sciacallo dal dorso argenteo (Canis melomelas) è, forse, con la sua versatilità, il mammifero del futuro,  una volta che la megafauna sarà definitivamente estinta. 

_T8I5393-2
( Credits: Davide Cisterna)

Insieme a noi a Rooiputs ci sono un paio di uomini d’affari con passaporto del Bostwana. Il più giovane è ben vestito, con jeans e giacca a vento, il suo collega ha un cappotto color cammello, decisamente troppo elegante e fuori posto. Entrambi chattano senza sosta su costosi cellulari Huawei. Mi dicono di essere di etnia Katanga, un gruppo Bantu linguisticamente affine agli Shona dello Zimbabwe; lavorano nel commercio di pelli di pecora karakul di razza Swakara. Le comprano in Botswana, le fanno conciare in Namibia e le esportano in Danimarca. 

IMG_4845

IMG_7052

Sembrano personaggi non troppo affidabili e può anche darsi che le foto di pellame pregiato che mi mostra il più giovane siano appena state scaricate da Google per mascherare chissà quale altro traffico. Sediamo sulla sabbia attorno al fuoco, nella notte gelida. Il fumo del legno di acacia è denso e penetrante, gli occhi bruciano. Ma non si può fare altro che asciugarsi le lacrime, per non congelare. I due sono a loro agio, e sorseggiano birra. Poi quello col cappotto di cammello mi chiede: “Da voi, lassù in Italia, si sta così davanti al fuoco?”. Ha un tono ironico, investigativo. Sa già la risposta, probabilmente. E non è lì che vuole arrivare. Gli rispondo di no e allora lui, come se avesse sentito l’odore di una strana, ingrata malinconia, dichiara: “Non c’è spazio per il fuoco dove c’è il progresso”. Il fuoco è lontananza. Il fuoco porta lontano, perché è lontano. È sempre altrove, pur essendo sempre presente. È il nostro prodigio ancestrale. La nostra prima malinconia. Il nostro ricordo perenne. La memoria di chi abbiamo perduto e di chi vorremmo poter amare. Il Kagalagadi è il fuoco. Colonna sonora: Always Gold dei Radical Face. 

(Nota: le foto dei ghepardi scattate da Davide Cisterna saranno pubblicate su La Stampa). 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...