Extinction Rebellion manda in tilt il traffico di Londra: decine di blocchi stradali

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Dopo l’imponente manifestazione di sabato scorso 17 novembre (6000 partecipanti e almeno 85 arresti, soglia critica di 20mila tweet a fine giornata con l’hashtag Extinction Rebellion tra i trend più forti) è tornata oggi nelle strade di Londra la Extinction Rebellion. Il programma prevedeva a partire dalle 7 di mattina ora locale uno sciame di blocchi stradali sparsi sull’intera mappa della città con alcuni punti caldi: la cattedrale di Westminster (si procedeva poi sul Westminster Bridge), Earls Curt, London Bridge, Elephant & Castle e la Millicent Fawcett Statue di Parliament Square. Rispetto a sabato la giornata era lavorativa e il il disturbo arrecato alla cittadinanza, come da previsione, non è stato indolore. 

Un attivista ha postato su FB le motivazioni della giornata: “Vogliamo provocare un danno economico alla città perché il governo è concentrato solo sul profitto di breve periodo”; un altro partecipante ai sit in ha invece detto, sempre su FB,  la gente è arrabbiata, gli automobilisti oggi ci hanno anche minacciato, ma cosa sono 5 minuti di rallentamento del traffico in confronto al cambiamento climatico, alla crisi climatica ? Niente. Ci troviamo nel mezzo di un collasso ecologico”.

Stavolta la stampa ha risposto all’appello, e al disordine di un traffico presto impazzito. Alle 9 i cronisti erano già sul Lambeth Bridge. REAL MEDIA, che segue Extinction Rebellion sin dall’inizio, ha diffuso via Twitter il comunicato stampa di allerta per le possibili deviazioni sulle principali rotte del traffico cittadino e ha continuato a seguire la manifestazione fino alle 17 del pomeriggio. Sempre sul Lambeth Bridge era presente un “Legal Observer” per tenere sotto controllo le reazioni della polizia, molto calma, e dei manifestanti. Il clima è parso sin da subito coinvolgente e mai violento. Il suggerimento ai cittadini comuni era di prendere la metropolitana o la bicicletta, per evitarsi fastidi, e “per migliorare la propria carbon footprint”. Alle 9.35 si è vista sui social media anche la stampa francese, con il magazine JDLE specializzato in informazione sul clima.

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Alle 9.37 ha cominciato a circolare su Twitter anche il neologismo con cui i giovanissimi di Extinction Rebellion hanno ribattezzato se stessi, rompendo con il conformismo lessicale della loro generazione: Xennials, e cioè figli della Era dell’Estinzione. Negli stessi minuti erano a centinaia ormai le persone sul Westminster Bridge, mentre alla Victoria Station stupefatti viaggiatori commentavano ad alta voce “è una situazione ridicola”. 

Oggi TALK RADIO ha dedicato un intero pezzo agli avvenimenti in corso a Londra, confermandosi come uno dei media hub più interessati a decifrare questa nuova stagione dell’attivismo ambientale di cui ancora in Italia nulla si dice, in un colpevole silenzio evidentemente intriso di una censura convinta. “Roin Boardman, un membro di Extinction Rebellion, ha detto ‘Soprattutto, vogliano sinceramente scusarci per ogni disagio causato ai membri delle istituzioni. Preparatevi a sciami di cittadini preoccupati”, si legge sul pezzo di TALK RADIO, “che sono disposti ad essere arrestati, che convergeranno verso il centro di Londra. Soltanto attraverso il danno economico di oggi e un stop imposto al business as usuall, il governo si metterà ad ascoltarci. Abbiamo informato la polizia e certamente faremo passare le ambulanze”. Si replica domani e venerdì. 

Il simbolo della giornata di sabato è la foto oggi cover del profilo Twitter di Extinction Rebellion: tre bambini piccoli che giocano sulla strada disegnando con i gessetti colorati il cerchio dell’estinzione davanti ad una fila di veicoli della polizia. È tutta qui la motivazione etica del movimento: cominciare ad occuparsi del futuro. 

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(Credits for all photos: the heroes of Extinction Rebellion who posted them on Twitter. Many thanks indeed to everyone)

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