Sul clima Ciampi si sarebbe schierato con Greta Thunberg

IMG_6194(le crisi geopolitiche e ambientali – ampiamente ignorate – attualmente in corso, dalla mostra Broken Nature, Triennale Milano)

Carlo Azeglio Ciampi avrebbe consegnato a Greta Thunberg una onorificenza al merito, e lo avrebbe fatto perché non gli sarebbe risultato difficile, a questo punto della faccenda climatica, comprendere l’entità del rischio che pende sulle nostre teste. Martedì scorso RaiStoria ha trasmesso in prima serata la puntata del programma “Buonasera Presidente” dedicata a Ciampi, Presidente della Repubblica dal 1999 al 2006. Come pochi sanno, Ciampi, a capo della Banca d’Italia per numerosi anni prima di essere eletto Capo dello Stato, non era affatto laureato in economia, ma in filologia classica, e cioè in greco e in latino. Nel corso del programma, gli autori hanno chiesto alla figlia Gabriella quale fosse il segreto di suo padre, uomo di rispettabilissima intelligenza e di acuto intuito sulle cose del presente. Gabriella Ciampi ha risposto che suo padre sapeva cogliere i particolari degli eventi, si accorgeva dei dettagli e capiva come minuscoli fatti potessero influenzare grandi avvenimenti; secondo Gabriella Ciampi questo talento veniva a Ciampi proprio dalla sua formazione classica, che lo aveva educato alla “cura del frammento”. Infatti, tutte le testimonianze scritte del mondo antico sono giunte a noi in stato frammentario, mutile o incomplete, e per ricollocarle nel loro giusto posto occorre imparare a ricostruire un contesto. Capacità logiche, pensiero induttivo, connessione tra tracce e indizi lontani nello spazio e nel tempo, ovvero, in una parola, comprensione dei fatti e quindi della realtà.

Dall’altra parte dell’oceano atlantico, il magazine americano VOX ha pubblicato su YouTube un video divulgativo (lo trovi qui), molto preciso, sul Green New Deal, la carta programmatica di 14 pagine con cui la nuova generazione di politici americani, guidati da Alexandra Ocasio Cortez, chiede al Congresso degli Stati Uniti una svolta epocale nella conversione da una economia fossile ad una economia verde, e cioè logicamente compatibile con i limiti biologici e fisici del Pianeta. Benché chiunque, da un documento su cui i giornali in lingua inglese discutono da mesi, avrebbe potuto aspettarsi, entrando nel merito dell’argomento, che il testo esordisse con complicate valutazioni di macroeconomia – il costo della transizione energetica, ad esempio – il primo punto del Green New Deal non è affatto il costo della CO2 in una ipotetica carbon tax. Il primo punto è la “comprensione” della catastrofe climatica, cioè il fatto che prima ancora di affrontarla, la distruzione del sistema climatico terrestre, bisogna capire che esiste, che è reale e che appartiene alla nostra epoca. Tutt’altro che scontato, visto che in Italia Matteo Salvini ancora sostiene che non si può fermare il Paese per salvare l’ambiente, e che in Inghilterra Boris Johnson, molto vicino alle posizioni contro-ecologiche di Trump, ha già vinto il primo round di votazioni all’interno del suo partito per diventare il nuovo leader dei Tories. 

Comprendere non significa leggere dei numeri su report zeppi di statistiche, ma saper mettere insieme ciò che si vede con ciò che si sa. “Nato per vedere, posto-qui per osservare” (Zum sehen geboren, Zum schauen bestellt), scrisse Goethe nel 1833, poco prima di morire: nel suo umanismo post romantico, Goethe intendeva, con queste parole, che l’essere umano viene al mondo per vedere il mondo, e per trovarsi, nei confronti di questo sguardo, nella posizione dell’osservatore attento, dotato, proprio per questo, di un solido sentimento di realtà. Comprensione e individuazione della realtà, cioè del Pianeta, sono una cosa sola nell’essere, autenticamente, uomini. Per questo, la comprensione politica, pragmatica, dei fatti presuppone una capacità intellettiva di decodificazione degli avvenimenti. La furbizia di una certa amministrazione propagandistica della cosa pubblica non è comprensione, nel senso di Goethe e della Ocasio Cortez, ma solo sfruttamento becero e ignorante della emotività collettiva. 

E la comprensione è costruita sui dettagli. Come riuscire a capire che magiare la carne ogni santo giorno è causa del fatto che, in queste settimane, nel Rajasthan, India, le temperature sono di 47 gradi Celsius e che il 1 giugno nel deserto di Churu, stessa regione, siamo arrivati – uso il plurale volutamente, perché ci riguarda tutti – a 50.6 gradi Celsius? Il rapporto IPBES le ha definite “tele-connessioni”, i cluster di cause ed effetti a cascata che hanno origine in punti diversi del globo, pur essendo le une dipendenti dalle altre in stretta consequenzialità. Si riesce a capirla questa cosa quando si opta per un esercizio di comprensione alla maniera classica di Ciampi: sguardo di insieme a partire da informazioni locali, circoscritte, puntuali.

I detective lo fanno di mestiere. Lavorano su particelle di fatti e di azioni su cui nessuno spenderebbe un minuto del suo tempo. Nella terza puntata della serie britannica The Fall, la investigatrice e super consulente della polizia di Belfast Stella Gibson, alias Gillian Anderson, nel corso del briefing alla sua squadra, dà un solo consiglio ai colleghi: “dettagli, dettagli, dettagli”. 

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